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Come pilotare una Mini4wD in strada con il bastone di guida
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Come pilotare una Mini4wD in strada
Il primo concetto da imparare nelle corse in strada è il mantenersi ad
una certa distanza dal veicolo durante la sua corsa. In particolare una distanza
eccessiva dal veicolo non permette al corridore di controllare con piccoli
movimenti del bastone di guida l'andamento della macchina (in parole povere si
tende a toccare con più vigore le rotelle guida della propria auto rischiando
di farla sbandare, ciò accade perchè il polso ed il braccio con i
quali si utilizza il bastone di guida non riescono a mantenere una corretta
sensibilità di movimento che è legata principalmente alla precisione
visiva del corridore, ma non solo ad essa...), mentre una distanza troppo ravvicinata
dalla macchina comporta grandi rischi per l'auto stessa (il corridore troppo
vicino alla propria macchina rischia di pestarla nel momento in cui quest'ultima
sbanda incidentalmente...ciò accade perchè la macchina potrebbe
cambiare il proprio andamento troppo velocemente rispetto ai riflessi del corridore...).
La distanza che un corridore mantiene dalla sua auto dipende dal proprio modo di guidare
e dunque un corridore principiante dovrebbe innanzi tutto trovare la distanza ideale
dalla propria auto durante una corsa con essa.
Bisogna evidenziare, a proposito della distanza corridore-auto, un concetto
fondamentale: a seconda del tratto che si sta percorrendo la distanza di un corridore
dalla propria macchina varia al variare del tracciato. La distanza corridore-macchina
aumenta in tratti veloci con lunghi rettilinei, essa invece diminuisce nei percorsi
accidentati e nelle curve a bassa velocità.
Il punto in cui si impugna il bastone di guida cambia con il variare della distanza, e
il nastro isolante che determina l'impugnatura del bastone serve proprio a
far "scivolare" all'interno del proprio pugno l'impugnatura del bastone. Il
nastro isolante ha difatti un attrito minore all'interno del pugno rispetto al legno nudo.
Riassumendo le proprietà che un buon corridore Street dovrebbe avere sono:
- Variare intelligentemente la propria distanza
dalla macchina;
- Utilizzare il bastone di guida tenendolo con una sola mano (quella con cui si scrive...);
- Utilizzare il bastone di guida come un prolungamento
del proprio braccio, estendendo e diminuendo l'azione del bastone a seconda
delle situazioni;
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Concetti fondamentali nell'affrontare i rettilinei
E' molto ridotto il numero di azioni da tenere a mente nel momento in cui si sta
affrontando un rettilineo con una Mini4wD in strada. Nel momento in cui si
guida una Mini4wD con il bastone di guida, la macchina viene accompagnata
nella sua corsa, essa non viene "domata". Questo è un concetto
fondamentale nella filosofia delle gare di Street Mini4wD,
difatti accade spesso
in pista di vedere assetti che "leghino" la macchina alla pista
perchè quest'ultima esce dal tracciato in più punti. Noi corridori
Street siamo del parere che sarebbe molto meglio spingere pian piano le macchine,
in modo da correggere con piccoli accorgimenti i difetti d'assetto dell'auto
piuttosto che utilizzare subito delle bardature in stile "cavallo impazzito"
perchè si "dopa" al massimo la macchina attraverso il rapido
utilizzo dei motori più veloci. In parole povere bisognerebbe avere un
range di motori, partendo dai più lenti sino ad arrivare ai più veloci,
provando di volta in volta a sostituire un motore più lento con uno più veloce e
scoprendo attraverso questi passaggi ciò che non va ad una determinata
velocità e/o potenza.
Chiusa questa parentesi riferita alle corse in pista (ma non limitata solo a
queste gare visto che in strada si possono utilizzare i motori più veloci
con i rapporti più potenti...), i rettilinei in strada si dovrebbero affrontare
senza mai toccare la macchina con il bastone di guida, difatti ogni volta che si
utilizza il bastone di guida è inevitabile che la macchina perda una parte
della sua velocità (è per tale motivo che esiste una differenza radicale
tra i modi di guida dei corridori numero 3 e 4, inoltre le relative sistemazioni delle
loro auto rispecchiano anche questi stili di guida). Nei rettilinei una tale perdita
di velocità può rivelarsi fatale ai fini di una vittoria. E' evidente
che in tutto questo discorso si stiano considerando dei percorsi ideali piuttosto
lisci, difatti in un rettilineo accidentato è inevitabile toccare più
volte la propria macchina durante la sua corsa, ed è altrettanto importante
riprendere con il bastone di guida un'auto che sbanda accidentalmente durante
l'attraversamento di un rettilineo. L'ideale sarebbe quello di mantenere la paletta
del bastone di guida ad una "distanza di sicurezza" in modo da
"prevedere" eventuali sbandamenti della macchina.
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Concetti fondamentali nell'affrontare le curve
Data la natura delle Mini4wd -auto da corsa progettate per andare sempre dritto- per
effettuare una curva una macchina di questo genere deve ricevere una o più
sollecitazioni in grado di far deviare il suo andamento. Tali sollecitazioni sono
date dai muretti delle piste o dalla paletta del bastone di guida e sono trasferite
alla macchina attraverso le rotelle di guida. Mentre la potenza di queste sollecitazioni
in pista dipende quasi del tutto dalla velocità con cui la macchina urta con
il muretto, in strada la situazione è differente: il pilota oppone alla macchina
la paletta del bastone di guida e più tale opposizione sarà violenta,
più la macchina ne risentirà durante il suo andamento, sbandando
pericolosamente. E' dunque sottointeso che bisogna interporre delicatamente la
paletta del bastone di guida alla macchina, in modo da mantenere quanto più
possibile l'assetto dell'auto al momento di cambiare direzione.
Una prima sollecitazione viene eseguita anteriormente: le rotelle anteriori sollecitate
da un ostacolo (muretto o paletta) "guidano" la macchina, attraverso la loro
rotazione sull'ostacolo, verso una nuova direzione. Tale nuovo andamento dell'auto
rispecchia la direzione che il corridore vuole intraprendere: se durante una corsa
il pilota vorrà andare alla sua sinistra allora interporrà la paletta
del bastone alla destra della Mini4wD davanti a lui. La paletta verrà interposta
in una posizione diagonale rispetto alla destra della macchina in modo da creare un
punto di contatto tra le rotelle e la paletta. In questo caso la macchina riceverà
delle sollecitazioni alla sua destra che le permetteranno di "deviare"
a sinistra. Lo stesso discorso vale per le curve a destra: il pilota interporrà
a sinistra della Mini4wD la paletta e la macchina risponderà alle sollecitazioni
andando a destra.
Dopo la prima sollecitazione anteriore e la rotazione delle corrispondenti rotelle,
la macchina dovrebbe ricevere quindi un'ulteriore sollecitazione, questa volta con lo
scopo di "stabilizzare" la direzione precedentemente impartita. La seconda
sollecitazione viene ricevuta dall'auto "automaticamente": la macchina dopo
essere stata deviata anteriormente rivolgerà all'ostacolo le proprie rotelle
centrali e/o posteriori. Più precisamente la prima sollecitazione provoca un
corrispondente movimento del retrotreno dell'auto, quest'ultimo si sposterà
nella direzione opposta alla sollecitazione anteriore. Per bloccare e stabilizzare il
movimento del retrotreno vengono dunque impiegate le rotelle centrali e/o
posteriori. Il corretto movimento ed utilizzo di queste ultime rotelle permette
alla macchina di mantenere una direzione più o meno costante durante tutta
quest'azione che ha lo scopo di compiere una curva.
Al momento della seconda sollecitazione il corridore accompagnerà il
corrispondente nuovo andamento dell'auto con il bastone, con lo scopo di supportare
la macchina durante tutta la traiettoria della curva. Per accompagnare la Mini4wD
durante l'andamento in curva il pilota manterrà quindi la paletta del bastone
di guida a contatto con le rotelle fino a quando la macchina non dovrà
percorrere un rettilineo.
Riassumendo la curva in strada si risolve in questi passi:
-
Prima sollecitazione anteriore con lo scopo di cambiare la direzione verso
cui la Mini4wD si stava dirigendo (linea retta);
-
Seconda sollecitazione, "automatica", con lo scopo di stabilizzare
in nuovo l'andamento della macchina imposto dal pilota;
-
Supporto alla macchina durante tutta la traiettoria della curva con lo
scopo di accompagnare l'auto durante la curva, stabilizzare ulteriormente
l'andamento in curva, restringere eventualmente il raggio di curva;
Le deviazioni dell'auto sin qui descritte, le quali permettono di seguire con l'auto una traiettoria (la curva) in modo più o meno rapido, dipendono da molti fattori, tra i quali il grip ed il peso dell'auto, ed in strada anche dalla delicatezza con cui il pilota trasmette le sollecitazioni alla macchina.
Inoltre esistono diversi stili di guida che un corridore potrebbe adottare, i quali puntano a variazioni e perfezionamenti dei su indicati punti 1 e 3.
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1.Traiettoria e raggio di una curva
Cominciamo ora ad addentrarci in quel "mistero" che è l'affrontare una curva
alla massima velocità possibile. Partendo da questo presupposto è fondamentale
comprendere il concetto di "traiettoria".
Per capire il concetto di traiettoria è necessario comprendere innanzi tutto il senso
di "raggio della curva". Osserviamo le due curve, quella rossa e quella verde. Queste
due curve differiscono per una cosa fondamentale: il raggio. Il raggio della curva rossa è
indicato con R1, mentre R2 indica il raggio della curva verde. E' evidente che R2 è molto
maggiore di R1, ciò significa che la traiettoria verde è molto più ampia e
pertanto impegnerà le gomme in misura molto minore della traiettoria rossa. In altri
termini, si potrà intraprendere la traiettoria verde ad una velocità molto maggiore
rispetto a quella con cui - a parità d'aderenza - si potrà percorrere la traiettoria
rossa.
D’altra parte un abile pilota con una macchina molto veloce nei percorsi tortuosi
(il numero 3) dovrebbe essere in grado di affrontare la curva rossa ad una velocità
discreta, in modo da tenere testa al pilota che percorre nello stesso momento la curva verde,
avendo così la possibilità di sorpassarlo proprio percorrendo una curva
più stretta.
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2.Moti di un’auto da corsa in curva
Analizzeremo ora il moto di un auto da corsa in modo da capire quali saranno le forze
in gioco e su cosa dovremo agire per correggere i difetti di comportamento che il nostro
mezzo potrà avere.
Per prima cosa vediamo di capire quali saranno le forze che agiranno sulla macchina
mentre quest'ultima percorre una curva:
- Accelerazione: si dice positiva se la velocità
del modello è in aumento, negativa se la velocità è in
diminuzione, mentre si dice nulla se la velocità rimane costante;
- Forza Centrifuga: tende ad allontanare il modello
dal centro di curvatura ed è generata dalla velocità con cui si
percorre la curva. Tanto per capirci questa è la forza che tende a farvi
uscire dal finestrino lo stomaco mentre percorrete una curva ad alta velocità;
- Forza Centripeta: si oppone a quella centrifuga
ed è generata dall'aderenza delle gomme sul terreno. In realtà
questa è una forzatura della definizione classica, ma è abbastanza
veritiera e ci permette di non addentrarci in teorie troppo particolari che
richiederebbero una conoscenza fisico-matematica molto approfondita;
Affermeremo che il modello accusa problemi di aderenza anteriore nel momento in cui, sulle
ruote anteriori, la forza centrifuga è superiore a quella centripeta. Di conseguenza
affermeremo che il modello accusa problemi di aderenza posteriore nel momento in cui, sulle
ruote posteriori, la forza centrifuga è superiore a quella centripeta. Essendo
principalmente due le forze in gioco abbiamo diversi modi per risolvere il problema:
-
Diminuire la velocità;
-
Migliorare la presa (grip) del modello;
-
Abbassare il centro di gravità della macchina
Visto che parliamo di corse scartiamo la prima ipotesi, quindi vediamo come migliorare
l'aderenza delle ruote che dipende da tanti fattori tra cui il peso che ci gravita
sopra, la superficie di contatto con il terreno (battistrada) e la mescola usata. Si
potrebbero utilizzare gomme costosissime con un alto grado di aderenza ("grip"
in inglese), ma queste ultime potrebbero servire a poco se la macchina non godesse di un
buon assetto complessivo. Quest'ultimo dipende anche dalla posizione del centro di
gravità presente nella propria auto: in linea generale una macchina piuttosto
alta (vale a dire con un punto d'altezza corrispondente al baricentro dell'auto stessa
posto ad un'altezza eccessiva) risulterà instabile sui percorsi accidentati e
soprattutto in curva. Una curva ad alta velocità percorsa in tali condizioni
pregiudica l'assetto complessivo dell'auto, quest'ultima infatti tenderà, non
solo a perdere aderenza, ma addirittura a ribaltarsi.
Bisogna inoltre considerare ulteriori fattori con una Mini4wD: nel momento in cui si
sostiene una curva con questo tipo di auto è molto influente sia la media di
grip tra le ruote anteriori e posteriori, sia tra le ruote esterne e quelle interne
rispetto alla curva che si sta percorrendo.
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3.Sottoaderenza anteriore
Se la deriva totale dell'avantreno è superiore a quella del retrotreno,
l'auto in curva comincia a perdere aderenza prima con l'avantreno rispetto al
retrotreno, di conseguenza non sarà possibile seguire la traiettoria ideale
costringendo a controllare con estrema attenzione la sterzata con il bastone di
guida. Sebbene poca aderenza anteriore possa aiutare a bassa velocità nelle
curve larghe, nel momento in cui il grip anteriore è eccessivamente minore
rispetto a quello posteriore la macchina risulterà inguidabile: l’auto, risentendo
eccessivamente delle piccole asperità del terreno (percepite
all’inizio sempre dall’anteriore e poi dal posteriore), percorrerà
senza l'intervento del corridore intere curve, ed il pilota stesso difficilmente
riuscirà a correggere un tale andamento con il bastone di guida.
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4.Sottoaderenza posteriore
Se la deriva delle gomme posteriori è superiore a quella delle anteriori, si
ottiene un'auto che tende a sterzare più di quanto si impone con il bastone
di guida. Tale accorgimento è piuttosto intuitivo finché si va a bassa
velocità, semplicemente entrando in curva si imporrà inconsapevolmente
un angolo di sterzo minore di quello necessario, e l'auto assumerà la
sterzata necessaria. Le cose cominciano a complicarsi man mano che si aumenta la
velocità, in quanto la deriva posteriore prende sempre più il
sopravvento. Poca aderenza posteriormente può essere d'aiuto nelle curve strette a bassa velocità,
ma può comportare difficoltà in curve larghe veloci. E' bene evidenziare come
molti piloti utilizzano poca aderenza posteriormente come metodo di guida
personalizzato e sfruttano questo comportamento come un beneficio per la propria auto.
Tuttavia se il grip anteriore è eccessivamente maggiore rispetto a quello
posteriore sarà quasi impossibile intraprendere curve strette ad alta
velocità, mentre nelle curve larghe la macchina avrà prestazioni
minori non riuscendo a curvare bene come risposta alle sollecitazioni date dal
pilota e rallentando di conseguenza.
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5.Risoluzione dei problemi di sottoaderenza anteriore e posteriore
In generale per risolvere i problemi di aderenza anteriore o posteriore è possibile
cambiare il comportamento dell'anteriore della propria auto agendo sul posteriore
e viceversa. Ad ogni modo è sempre il caso di apportare piccole modifiche per
volta in maniera tale da riuscire a capire se si sta lavorando nella giusta direzione,
inoltre è bene evidenziare come alcuni comportamenti sono in parte accentuati
a seconda della carica delle pile e del loro peso, perciò ricordate di tenere
presente anche questo fattore nel momento della scelta definitiva da adottare.
Vogliamo ancora ricordare che tutte le modifiche apportabili sono valide in dipendenza
del circuito ed è possibile che le stesse combinazioni, ottimali su un
circuito, si dimostrino completamente inopportune su altro tipo di tracciato. E' dunque
il tempo che permette una conoscenza della propria auto e quindi il crescere della
sensibilità nel capire velocemente dove agire per migliorare il comportamento
dall'uscita di una curva o per meglio sfruttare una particolare caratteristica del circuito.
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Ringraziamenti: Ghost Rider, °°sOmOja°°;
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